THAT'S LIFE!

 

 THAT'S LIFE! è il risultato di una ricerca partita nel mese di luglio 2013.Il percorso nasce dall’invito rivolto dalla Fondazione Meridies all’artista visiva Marianna Venticinque e al curatore Gian Maria Di Pasquale e si svilupperà in varie tappe stagionali che segneranno il ruotare delle colture. Il primo passaggio dello studio (una residenza artistica di sette giorni) è stato affrontato come un momento esplorativo. La popolazione e il territorio, l’umano e la terra, gli esseri e la natura. L’opera consiste in un’istallazione composta da 5 video rallentati all’estremo attraverso un procedimento dapprima ‘analogico’ (si chiede ad alcuni abitanti di posare fermi di fronte ad una video-camera) poi digitale (un rallentamento dell’80% di sequenze temporali di 20 secondi), e da una traccia audio di 88 minuti e 54 secondi che raccoglie voci e suoni del territorio. Secondo gli artisti, «in questo modo è variata la percezione dell’occhio e l’uomo appare completamente immerso nel paesaggio, scomparendo di fatto la separazione visiva tra un soggetto (umano) e uno sfondo (natura)».«Ogni minimo movimento viene percepito come una mutazione nel campo visivo. Una particella di tempo e di luce che si muove esattamente sullo stesso livello delle altre. Ogni cosa è amplificata nel tempo e l’uomo stesso conquista l’energia, ferma e vibrante nello stesso tempo, della vegetazione e della roccia. In apparente contrasto alle immagini, voci e suoni restituiscono l’anima della terra sgorgando come sorgenti d’acqua, inarrestabili». L’installazione sarà visibile a tutti il 7 settembre a partire dalle 21.00 presso piazza del Municipio di Scala.

Per il sindaco di Scala, Luigi Mansi, si tratta di «un riconoscimento ai luoghi e ai cittadini che con il loro lavoro quotidiano creano il tessuto di una comunità che ama e sa valorizzare la sua terra».Per il direttore della Fondazione, Mico Capasso, «il lavoro degli artisti s’inserisce perfettamente nelle attività di Meridies per come riesce a ripresentare il passato e le tradizioni rileggendole attraverso una sintesi sperimentale tra arte e tecnologia».

 

 

 

 

 

 

 

 

«Il pensiero meridiano è l'idea che il Sud abbia non solo da imparare dal Nord, dai Paesi cosiddetti sviluppati, ma abbia anche qualcosa da insegnare e quindi il suo destino non sia quello di scomparire per diventare Nord, per diventare come il resto del mondo. C'è una voce nel Sud che è importante che venga tutelata ed è una voce che può anche essere critica nei riguardi di alcuni dei limiti del nostro modo di vivere, così condizionato dalla centralità del Nord-Ovest del mondo»

[Franco Cassano]